Ancora lunedì

October 14, 2009

Doccia lampo mattutina: riesco a lavarmi con una mano lanciando al cobra con l’altra tubetti di creme colorate, spazzolini, deodoranti, qualsiasi cosa non potenzialmente letale e in grado di distrarlo per 60 secondi (altrimenti si fionderebbe sotto l’acqua già infiocchettato di tutto punto per andare a scuola). Mi vesto con capi base che sono stati rigorosamente allineati in ordine, dalle mutande all’impermeabile, mentre il piccolo feticista gioca con il reggiseno del giorno prima. Raccatto la mia borsa, la sua borsa, gli infilo la giacca e le scarpe, lo lego sul passeggino e corro fuori di casa in ritardo cronico. Della faccia mi occuperò dopo averlo scaricato al nido: esco di casa che neanche maria giovanna elmi sull’isola dei famosi e scendo dal tram pronta per un servizio fotografico sulle giovani mamme metropolitane. Il segreto è dividere il trucco in massimo quattro momenti che non durino più di 30 secondi l’uno. E cercare di non perdere un occhio tra una frenata e l’altra.

Prime candeline con equivoco

cupcakes

Lamamma e ilpapàdelcobra portano il piccolo a una delle sue prime feste di compleanno. Bambini di un anno rotolano su tappeti ricoperti di giocattoli di ogni forma e colore. Le mamme chiacchierano rilassate mentre rifocillano i pargoli con deliziose cupcakes decorate da allegri animaletti di zucchero. Il cobra entra e scannerizza l’ambiente con il suo tipico sguardo da clint eastwood durante una retata. Appena addizionato gli elementi bambini+giochi+mamme lancia un urlo di protesta identico a quelli che ha imparato a produrre tra le mura del suo amato nido d’infanzia. Lamammadelcobra capisce al volo l’equivoco e si fionda in giardino con l’urlatore sottobraccio per non innescare le bombe acustiche (alias: gli altri bambini) e di conseguenza guastare il clima idilliaco del babyparty. In giardino solo la provvidenziale presenza di un gatto-bà (di seguito probabilmente diventato sordo) riesce a distrarlo dalla sua convinzione che lo stessimo abbandonando in un altro nido, addirittura di domenica.

Chiarito col cobra l’equivoco, lamamma riesce a rientrare, bere un bicchiere di prosecco (col cobra attaccato alla tetta, unico tra tutti i partecipanti sotto il metro) e a mangiare due buonissime cupcakes che il piccolo amato ha provvidenzialmente spalmato con le sue manine dentro e fuori la scollatura dellamamma.

La bravissima mammadelfesteggiato mi ha girato la ricetta. Se qualcuno riesce a replicare ci inviti: il cobra ne va matto.

CUPCAKES ALLA VANIGLIA (Ingredienti per 10 minitorte)

  • 125 gr di zucchero

  • 125 gr di farina

  • 125 gr di burro

  • 2 uova

  • 1 bustina di vanillina (o due cucchiai di vaniglia)

  • 3 cucchiai di latte

  • 1 cucchiaino di lievito per dolci

Preparazione: passate nel mixer lo zucchero, il burro (a temperatura ambiente, tiratelo fuori un po’ prima per farlo ammorbidire), la farina, la vanillina, il lievito e le uova. Otterrete un composto soffice a cui aggiungerete i 3 cucchiai di latte. Continuate ad amalgamare.

Tutte le cup cakes devono essere rigorosamente preparate e servite in piccole pirofile della grandezza di una tazza. Con un cucchiaio riempite gli stampini di carta con l’impasto e metteteli in forno a 200 gradi per 15/20 minuti appena.


  ICING (per decorare circa 10/12 tortine)

  250 gr Philadelphia
  50 gr zucchero a velo
  1 cucchiaino di aroma di vaniglia
  colorante liquido per alimenti

Ammorbidire il philadelphia con il cucchiaio, aggiungere l’aroma di vaniglia e lo zucchero a velo e amalgamare fino ad ottenere una crema morbida.
Aggiungere il colorante e mescolare bene. Decorare le tortine a piacere.

Metà della prima settimana: possiamo farcela

Oggi sembrava una giornata tutta in salita (riuscire a metterlo sul passeggino per andare a scuola è stata un’impresa degna del migliore esorcista: duro come un gatto di marmo e tutto inarcato all’indietro) e invece..

Il cobra ha dato segni di moderata accettazione del nido: ha addirittura mangiato quattro cucchiai di minestra e protestato con l’educatrice perché la sua vicina di seggiolina al minitavolo aveva il piatto vuoto e, da cavaliere qual è già, gli sembrava un fatto molto increscioso. Si è placato solo dopo che la sua nuova amica era stata adeguatamente servita. Di seguito: ha sputato il pesce con le verdure, si è rovesciato tutta l’acqua sui pantaloni e, alle 12.30, è finalmente planato tra le braccia della nonna.

Grandi progressi.

Il primo lunedì della mia vita lavorativa PC (postcobra)

Lamammadelcobra arriva in redazione, si infila gli amati tacchi appena risvegliati da un letargo di 14 mesi, accende il computer, controlla la posta, fa duo o tre chiamate per capire se qualcosa di gustoso bolle in pentola, beve un caffè alla macchinetta prima di leggere i titoli dei quotidiani.

Aaaahh…

Tranquilla, rassicurante, noiosissima routine di redazione.

Driiin.

“Lamammadelcobra?”

“Sì?”

“Il cobra piange, ulula e sibila contemporaneamente da quando ce l’ha lasciato. Credo che lo debba venire a prendere”.

“Certo, ora chiamo lanonnadelcobra. Arriva subito”.

Il concetto di inserimento al nido, per il cobra, è questo: arrivo con la mamma, emetto ultrasuoni per i 45 minuti successivi, torno a casa con la nonna.

Da tre settimane.